Quando la sonda mariner 9 si avvicinò a Marte nel 1971, i
ricercatori attesero con ansia la trasmissione della prima immagine. Avrebbe funzionato il
sistema fotografico? In verità il sistema funzionava, ma le prime fotografie mostrarono
un deludente disco senza alcuna struttura ancor meno interessante delle peggiori immagini
viste dagli osservatori terrestri in
condizioni madie di visibilità.
Gli astronomi a terra, scrutando nei loro telescopi, confermarono che la mancanza di
strutture visibili sulla superficie marziana non era dovuta al cattivo funzionamento della
massa a fuoco nel sistema fotografico: Marte stava invece subendo la devastazione della
peggiore tempesta di sabbia vista da molti anni.
I ricercatori attesero; ben
presto le foto del Mariner 9 mostrarono quattro macchie scure affioranti sugli strati di
polvere. Tali macchie si trovavano tutte in una regione cui gli astronomi del
diciannovesimo secolo avevano dato il nome di Tharsis, e una di tali macchie era stata
essa stessa identificata col nome Nix Olympica, la Neve dellOlimpo. Le macchie scure
non erano altro che gigantesche montagne, abbastanza elevate da emergere dallo strato di
polvere che stava depositandosi mano a mano che la missione continuava. Poco dopo la
polvere si depositò sulla superficie e la missione Mariner 9 potè inviare a Terra un
gran numero di foto della superficie marziana. Le quattro macchie si rivelarono essere
gigantesche montagne vulcaniche. La più grande rinominata Olympus
Mons, in quanto di un monte infatti si tratta. Questo vulcano è la più grande
montagna nota in tutto il sistema solare. La sua vetta si trova a circa 20 km di altezza
rispetto alla pianura circostante e a 24 km rispetto alla superficie media di Marte. La
sua base avente un diametro di 500 km, coprirebbe grosso modo la distanza tra Milano e
Roma. Sebbene gli altri tre vulcani della catena in Tharsis non siano giganteschi quanto
lOlympus Mons, la maggior parte delle montagne terrestri apparirebbe della statura
di un nano in loro paragone. I vulcani di Marte e le loro caratteristiche hanno costituito
un buon argomento per il "Guinness dei Primati". E tuttavia necessario
spingersi oltre il superficiale asserto delle loro enormi dimensioni. Tali strutture non
si trovano sulla Luna. La loro presenza fornisce la prova che lattività vulcanica,
ha svolto un ruolo importante
nel modellare la superficie
marziana. Ma perché le montagne su Marte sono talmente più grandi delle corrispondenti
montagne terrestri? Per questo si deve considerare il processo di formazione delle
montagne vulcaniche quali lOlympus Mons e la catena delle Hawaii. Un vulcano si
forma quando la lava, ovvero la roccia fusa, viene espulsa dallinterno di un pianeta
attraverso una fessura della crosta. Successive eruzioni del vulcano costruiscono una
montagna di lava solidificata e, nel coso in cui la lava fluisca abbastanza liberamente,
come nel caso delle Isole Hawaii, si forma un esteso scudo vulcanico avente una pendenza
graduale. Alcuni vulcani terrestri si formano di lava meno fluida e presentano pendenze
più elevate; altri sono fatti di ceneri e sono estremamente ripidi.
Esiste una differenza sostanziale fra lOlympus
Mons e la catena delle Isole Hawaii: lOlympus non è che una montagna vulcanica
mentre la catena delle Hawaii è costituita da diverse isole. La ricerca geologica attuale
suggerisce che le Isole Hawaii si siano originate tutte dalla medesima frattura della
crosta terrestre; la deriva dei continenti avrebbe trasportato la zolla pacifica sopra la
frattura provocando la formazione di vulcani in luoghi diversi. Olympus Mons, invece, si
è presumibilmente trovato al disopra di una analoga frattura molto più a lungo; non si
ha infatti prova dellesistenza della deriva dei continenti su Marte. La lava è
stata così in grado di costruire un solo enorme vulcano invece di una catena di vulcani
più piccoli. Olympus Mons è il pezzo centrale di quellemisfero di Marte, centrato
nella regione di Tharsis, altamente interessante dal punto di vista geologico. Metà di
questo enigmatico pianeta è un deserto sabbioso butterato di crateri, ma laltra
metà contiene molte formazioni vulcaniche. Lemisfero vulcanico del pianeta presenta
un rigonfiamento di circa 11 km al di sopra dellaltezza media della superficie. Tale
sollevamento del livello del terreno è stato presumibilmente prodotto dalla pressione
esercitata da calde rocce nellinterno. I vulcani hanno unetà di circa un
miliardo danni e sono più recenti dei deserti; ragionevolmente si può concludere
che unenorme massa di roccia fusa si sia sollevata verso la superficie di Marte
circa un miliardo di anni fa. La storia così ricostruita è in notevole contrasto con la
storia dei pianeti rocciosi di massa minore - quali Mercurio e la Luna - nei quali gli
episodi vulcanici si verificarono molto prima.