Al contrario di quanto è accaduto per la Luna, i sismografi scesi
sulla superficie di Marte con
le sonde automatiche
non hanno fornito registrazioni di movimenti sismici e quindi non si è potuta effettuare
una "tomografia" dell'interno del pianeta. Tuttavia considerazioni di carattere
geofisico inducono a pensare che Marte, come la Terra, abbia subito un processo di
differenziazione, con gli elementi più densi che si sono raccolti al centro per formare
un nucleo, probabilmente ferroso. Attorno ci sarebbe un mantello di composizione
silicatica (silicati) simile a quello della Terra e all'esterno una crosta solida di
natura basaltica (basalto).
Si ritiene che Marte, completata la fase di
accrescimento, abbia attraversato un periodo di intensa attività tettonica, come
dimostrano i grandi vulcani e strutture tipo Valles Marineris. Ma questa attività non
avrebbe avuto sufficiente energia da innescare una tettonica a zolle simile a quella
terrestre. Alcuni studiosi, infatti, paragonano lo stato attuale di Marte alla Terra prima
della rottura della Pangea. Per quanto riguarda il campo magnetico si sa di un campo di
origine incerta e molto debole, appena 3 decimillesimi di quello terrestre.
29 Aprile 1999. La Mars Global Surveyor usando degli appositi
strumenti per il calcolo del campo elettrico ha trovato modelli di bande di campo
magnetico sulla superficie di Marte. Nell'immagine a destra vi è un confronto tra il
campo magnetico odierno di Marte (A) quello della terra (B). Il campo magnetico terrestre
è generato da una dinamo ad autoeccitazione, grazie ad un nucleo di metallo fuso. Il
campo magnetico che circonda la Terra è considerato globale. Il diverso campo magnetico
di Marte non comprende l'intero pianeta ma è locale. La dinamo marziana si è estinta, e
questi campi magnetici sono resti "fossili" di quell'antico campo, il campo
magnetico globale. L'immagine sottostante è una mappa del campo magnetico di Marte
nel sud del pianteta, vicino la regione di " Terra
Cimmeria" e "Terra Sirenum". Le bande del campo magnetico sono orientate
approssimatamente verso est. I falsi colori blu e rosso, rappresentano l'invisibile campo
magnetico nella crosta marziana che puntano in opposte direzioni. Il campo magnetico
sembra infatti essere organizzato in bande. Le bande che hanno magnetizzato la crosta
appaiono formate in passato quando Marte aveva unadinamo attiva o un nucleo di metallo
fuso, con il quale generava un campo magnetico globale. Quando il nucleo caldo del
pianeta si raffreddò, la dinamo cessò e il campo magnetico globale svanì. Comunque a
documentazione del campo magnetico originario questo fu conservato nella crosta e scoperto
dagli strumenti del Global Surveyor. La dimamo sembra che morì pochi milioni di anni dopo
la formazione di Marte. Una possibile causa della sua estinzione e che successivamente ad
un impatto di un asteroide seguì un' animata attività vulcanica che colpì una grande
area a Nord della crosta cancellando il campo magnetico.