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La velocità terminale di discesa del Pathfinder col paracadute entro l’atmosfera marziana è stata di 60 m/s, più alta di quanto i responsabili della missione si attendessero: il motivo è dovuto ai venti orizzontali nell’alta atmosfera marziana che sono stati in grado di accelerare la discesa del Pathfinder di ben 13 m/s. Le rocce analizzate dal Sojourner sono state classificate come vulcaniche. Esse hanno mostrato una differenziazione maggiore di quanto si pensasse: l’alto contenuto di siliciori-scontrato in una delle rocce analizzate suggerisce infatti che su Marte vi sia stata una notevole attività crostale. Il riscaldamento e la differenziazione di materiale potrebbero dunque aver giocato un ruolo più importante di quanto non si ritenesse. I risultati dell’analisi della superficie sono piuttosto simili a quelli ottenuti dal Viking nel 1976 (in un luogo a 1000 km di distanza dal sito dove di trova Pathfinder) e ciò implica una sostanziale omogeneità chimica e mineralogica del suolo marziano e la presenza di uno strato superficiale che i violenti venti marziani, efficienti nel redistribuire polveri e sabbia, hanno reso globalmente omogeneo nel corso delle ere. Per quanto riguarda invece l’analisi del suolo più profondo, raggiunto dal rover raschiando lo strato superficiale, vi sono piccole ma significative differenze chimiche con le analisi del Viking: in particolare il sito dove si è posato Pathfinder ha mostrato un più alto contenuto di alluminio e magnesio ed un più basso contenuto di ferro, cloro e zolfo. La roccia Scooby Doo, che sembra essersi formata per sedimentazione (e quindi dovrebbe essere costituita di suolo compattato) mostra tuttavia delle differenze chimiche col suolo circostante. Tale differenza può essere indicativa di un fenomeno affascinante: Scooby Doo potrebbe essere una roccia sedimentaria formatasi da tutt’altra parte e poi trasportata nel sito di atterraggio di Pathfinder da uno scorrimento d’acqua avvenuto in un lontano passato (questo fenomeno era previsto ed è una delle ragioni della scelta di Ares Vallis come sito d’atterraggio). La pressione media al suolo è risultata di 6,9 millibar, leggermente inferiore a quella misurata dal Viking, sempre nella stagione estiva. Forse la causa risiede in una differenza di quota fra le due località. Il comportamento del vento è risultato curioso: durante la notte soffia da sud, nel mattino soffia da ovest, verso mezzogiorno da nord e nel pomeriggio continua a ruotare soffiando da est, fino a tornare di nuovo a soffiare da sud durante la notte. Tale comportamento sembra essere in sintonia con l’andamento della pressione ed è dovuto ai ritmi del riscaldamento solare. Un altro esperimento effettuato dal rover riguarda l’aderenza della polvere marziana: Sojourner ha calcolato il depositarsi della polvere sui suoi pannelli solari misurando la variazione di trasparenza degli stessi.drylake.jpg (57609 byte) Nelle prime due settimane, ad esempio, la polvere marziana si è accumulata con un tasso di ricoprimento giornaliero pari allo 0.25% (molto vicino allo 0.22% previsto teoricamente ) . Le immagini panoramiche prese dal lander, oltre ad averci regalato uno spettacolo impareggiabile, hanno confermato, in modo evidente, che la superficie di Marte è stata alterata da venti e dallo scorrimento di acqua liquida. Il pianeta dunque ha avuto, in un lontano passato, un clima completamente diverso.

 

 

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