Il 4 luglio, dopo 21 anni di assenza, luomo è tornato sul
suolo di Marte. Lo ha fatto con Mars Pathfinder, la sonda che dopo un viaggio di 558
milioni di chilometri è scesa sulle Valli di Ares, presso lEquatore del pianeta
rosso. Con Mars Environmental Survey Pathfinder (Mesur), questo il nome completo, sono 28
le sonde inviate verso il pianeta Marte, ma sono solo sette le missioni pienamente
riuscite; le altre si sono concluse con un fallimento, senza la raccolta di alcun dato.
Mars Pathfinder, il cui scopo era di collaudare sistemi di atterraggio alternativi ai
costosi razzi, era stata lanciata da Cape Canaveral il 4 dicembre 1996 con un razzo Delta
2. Pathfinder è arrivata su Marte in maniera del tutto originale rispetto alle altre
sonde (fig. 1); non è entrata in orbita intorno al pianeta per poi scendere, ma ha
puntato dritto sullobbiettivo.

Fig. 1. Procedura di atterraggio della sonda Pathfinder.
La sonda è entrata nellatmosfera a 27 mila km lora
protetta da uno scudo termico che ne ha permesso la decelerazione per attrito fino a 1450
km lora. Il computer di bordo ha quindi comandato lapertura
del paracadute che ha rallentato il veicolo fino a 250 km lora. Quando un
radaraltimetro ha segnalato una quota di 100 metri sono stati accesi dei semplici
retrorazzi, staccato il paracadute e gonfiati 24 enormi "airbag" fuoriusciti
dalle quattro faccie della sonda. Durante la preparazione della sonda la Nasa aveva fatto
numerosi test con un modello lasciato cadere da un elicottero su un terreno roccioso
simile alla superficie marziana. Le sonde Viking che nel 1976 atterrarono su Marte erano
frenate da un complesso e costoso sistema di retrorazzi a combustibile liquido comandati
da un computer che portavano la velocità di caduta a 8 km lora. Limpatto
della Pathfinder è invece avvenuto con il suolo alla velocità di 80 km lora ma è
stato attutito dai palloni. La sonda ha rimbalzato una ventina di volte ed è poi rotolata
per circa 90 secondi prima di fermarsi. Il primo rimbalzo ha fatto innalzare la sonda ad
una altezza di sedici metri. Allatterraggio sul pianeta rosso le condizioni
climatiche incontrate dalla sonda sono state, in termini terrestri, decisamente estreme.
Le temperature superficiali della zona di atterraggio hanno mostrato di poter scendere (in
questo scorcio di estate marziana) sotto i 70 C° e di subire escursioni anche di 20
gradi nel giro di pochi minuti. Latmosfera infatti, nonostante abbia un ruolo
importante nel modellare la topografia del pianeta, pesa solamente sette millesimi di
quella terrestre ed ha quindi una capacità termica molto ridotta.
Le previsioni meteo su Marte erano
state fornite dal telescopio spaziale Hubble e hanno visto un quadro ben diverso di quello
trovato negli anni 70 dalle Viking e Mariner. Finora si è sempre pensato ad un
atmosfera calma, anche se nuvolosa e polverosa. Recenti immagini hanno invece dimostrato
un pianeta con violenti cambiamenti di clima, lunghi periodi di temperature gelide sotto
nuvole ghiacciate, che si alternano a tempeste di polveri rossastre. La sonda è atterrata
non lontano dal "centro" della zona ideale auspicata dai tecnici della NASA, in
perfetto orario, intorno alle 13:07 ora di Washington, le 19:07 italiane (secondo
lora locale erano le
tre di una tranquilla notte marziana) del 4 luglio ed ha immediatamente inviato un
debole segnale radio. La zona di Ares Vallis, situata
nellemisfero nord, è stata
scelta per la varietà del
terreno che la compone: si ritiene infatti che questa regione sia il letto di un antico
fiume marziano, o un bacino di deflusso nato da uno sconvolgimento climatico catastrofico.
Tutte caratteristiche adatte a garantire lacquisizione di informazioni particolari
sulla geologia e sullevoluzione climatica marziana. Il luogo di atterraggio di
Pathfinder è stato identificato alle seguenti coordinate: 19,33 gradi di latitudine nord
e 33,55 gradi di longitudine ovest. Pathfinder ha quindi risucchiato gli airbag ed è
sbocciata come un fiore: gli sportelli rivestiti di pannelli solari si sono aperti come
petali per produrre energia e ha iniziato a trasmettere dati e foto in bianco e nero al
centro di Pasadena, seguite poi dalle foto a colori, una ogni 144 secondi. Il meccanismo
di apertura era tale che avrebbe raddrizzato la sonda anche se questa si fosse posato sul
lato sbagliato. La strumentazione di bordo del lander, oltre al sistema di comunicazione
con la Terra, consiste principalmente del sistema di ripresa IMP (Imager for Mars
Pathfinder) e della stazione meteorologica ASI/MP (Atmospheric
Structure Instruments/Meteorology
Package). LIMP è costituito da un sensore CCD (512 x 512 pixel quadrati di 23
mm di lato) ad architettura frame transfert con due cammini ottici gemelli
(obiettivi apo f/10 da 23 mm). Con questo sistema è possibile ottenere panoramiche
marziane stereoscopiche ad alta risoluzione, rivelando anche eventuali cambiamenti nella
superficie dovuti al deposito di brina, sabbia o polveri, oppure allazione erosiva
del vento. La stazione meteorologica ASI/MP comprende, oltre a tre termocoppie disposte
rispettivamente a 100, 50 e 25 cm dal suolo, un sensore per la misura della pressione con
la precisione del millesimo di millibar, un anemometro a filo caldo e tre maniche a
vento, posizionate a varie altezze, per la misura della direzione e della velocità dei
venti. Pathfinder, aveva una massa di 870 kg al lancio ed
è stata costruita da Jet Propulsion Laboratory.