Il mito di Aci e Galatea

L' ETNA : DEI E UOMINI SOTTO IL VULCANO

 

Lava e magma incandescende, colate distruttrici, distese di sabbia e cenere: sono queste le immagini di desolazione e morte che vengono in mente quando si pensa all'Etna. Ma la "colonna del cielo" che veglia sulla piana di Catania, la riviera dei Ciclopi e dei Limoni, ha saputo trasformare la dura roccia in suolo fertilissimo, ricoperto di boschi di faggi, di betulle e specie vegetali rare. La fucina di Efeso, dio del fuoco, il fabbro dell'Olimpo, sovrasta tutto e tutti. I segni della sua potenza, di volta in volta apportatrice di lutti e raccolti, si leggono in ogni luogo: Catania fu testimone dell'eruzione più sinistra nel 1669, che raggiunse con colate di lava parte della città, spingendosi fino al mare. La strada costiera che porta da Porto Ulisse (Ognina) ad Acireale è tutto un susseguirsi di scogliere vulcaniche e pareti laviche dalle forme aspre e aguzze, ma anche di verdi giardini di agrumi e florida vegetazione (Timpa). Sullo sfondo domina sempre l'Etna, altissima e innevata, con il suo aspetto di impressionante regolarità e solo salendo in cima si può vedere quanto sia vario, accidentato, imprevedibile questo colosso dall'apparente impassibilità.

CORRIERE DELLA SERA

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